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...Vicap (al secolo Johnny Pollio) e Zezzè (al secolo Gennaro Esposito) due amanti di storie impossibili si imbattano casualmente in un documentario sulla Gioconda trasmesso un anonimo venerdì mattina su Rai Educational 2. Apprendono nel servizio della esistenza della figlia di Vincenzo Peruggia, Celestina. La donna ancora vivente, benché ottantacinquenne, vive a  Dumenza, in provincia di Varese. Iniziano le ricerche...

Che cos'è la Grande Avventura?

Il progetto “La Grande Avventura” rappresenta la naturale evoluzione e fusione di tutte le esperienze passate, essa ambisce a divenire un appuntamento fisso, non solo per il Comune di Meta, ma per l’intera Penisola Sorrentina. Non è una “Caccia al Tesoro”, né tanto meno un “Gioco di ruolo”, ma – se proprio si vuole trovare una definizione – la “Grande Avventura” è un video-game reale, del genere cosiddetto “Avventure grafiche” ovvero “Punta e clicca”, solo che le azioni anziché rincorrersi su un monitor di PC, si materializzeranno lungo le strade della Penisola delle Sirene.

In questo senso il progetto “La Grande Avventura” rappresenta una sfida, quella di operare un processo inverso: allontanarsi dalla realtà virtuale per ritornare alla “materialità”. In essa le squadre rappresentano dei fantomatici archeologici (sì, avete capito bene, del tipo Indiana Jones) che improvvisamente si ritrovano catapultati nel bel mezzo di un inestricabile intrigo e saranno chiamate a ritrovare il bandolo della matassa.

Quando i partecipanti giungeranno su un luogo – armati del loro inseparabile “zainetto dei miracoli” - avranno dinanzi a loro una scena e in quella scena dovranno interagire. Per prima cosa dovranno valutare se grazie agli oggetti in loro dotazione nello zainetto sarà possibile “superare lo schema” per poter accedere a quello successivo, in caso contrario dovranno iniziare le ricerche. Sulle scene, infatti, è possibile rinvenire oggetti contrassegnati da una piccola mano (saranno gli oggetti che possono essere asportati) ed oggetti contrassegnati da un piccolo occhio (saranno gli oggetti che potranno essere soltanto visionati, annotati, fotografati al massimo, ma non rimossi).

A quel punto, combinando fra loro i vari oggetti (con una logica da vero Indiana Jones), come per magia, si troverà la chiave per poter proseguire il percorso. Talvolta sarà anche necessario contattare tramite Messanger (l’indirizzo verrà fornito prima del gioco) il “Centro di Ricerche” per poter accedere al suo fantastico archivio, altre volte sarà messa a repentaglio (solo simbolicamente) la vita dei partecipanti. Sì, avete capito bene, su alcune scene è possibile trovare la morte, perché la missione è di quelle mozzafiato. Quando un partecipante “muore” egli non potrà più operare in quella scena (ma sarà riabilitato per quella successiva) e toccherà ad un compagno di squadra di provare a portare avanti la missione. La vittoria? La ottiene la squadra che per prima termina la missione.

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